L’amante di Lady Chatterley

L'amante di Lady Chatterley

Just Forking Around II…
by ~thruDeye @ deviantArt

Della scorsa estate conservo un vago ricordo accecante, di sole bianco e sterminate spiagge. Non parlo di spiagge marittime, quelle ormai sono parcheggi di incandescenti corpi adiposi che sfrigolano noioso sesso meccanico…
Il corso del Po è un incantesimo crudo, ben più reale di mete turistiche vanamente blasonate; è silenzioso, è vasto, è lì anche senza di noi. Per le sue spiagge deserte ho passeggiato, sotto il sole più accanito, e ogni sera d’estate l’ho visto sprofondare nelle acque mercurio.
Ad accompagnarmi in questa villeggiatura per pochi (come sono orgoglioso dei miei cazzeggi lungo il Po!), in questo ritiro in grembo a piante spezzate e urli di gabbiano, c’era un libro che con tale habitat non aveva decisamente nulla a che vedere. La sua memoria è una collezione di brughiere e bassi colli erbosi, di terre inglesi impregnate di pioggia e di cieli fuligginosi; portarlo lungo le rive del Po, seccarlo alla canicola padana, impolverarlo di sabbia e farlo percorrere da minuscoli insettini senza requie – tutto questo – non l’ha fiaccato, non l’ha impensierito. La forza di questo testo risiede nell’estrema prossimità all’energia vitale, allo strumento della perpetuazione di ogni essere – le pagine di questo libro sono incardinate al midollo dell’essere umano. E’ possibile leggerlo in ogni luogo e in ogni tempo, senza che il contesto possa filtrarne l’essudato, così denso, così pregno di dolci testimonianze.
“L’amante di Lady Chatterley”, per mostrarsi a noi così buono, per convincerci senza l’uso della forza riguardo la sua purezza, la forza l’ha usata eccome, molti anni fa: ha dovuto divellere l’ottusità borghese degli anni ’30 in Inghilterra. Un lavoro estenuante. E questo solo perché l’inchiostro che l’ha ritratto proveniva dal pozzo abissale del sesso. Processi in ogni paese anglofono della terra!
Accuse di pornografia e di oltraggio alla morale oggi ci fanno ridere. Ogni giorno possiamo verificare le nostre conoscenze ginecologiche a qualsiasi ora, accendendo il TV su un qualsiasi canale, sostando innanzi allo sculare di donne  divorate dall’ignoranza e dal nulla. E gli uomini sembrano bambini pelosi troppo cresciuti per poter passare il tempo su qualche giostrina al parco. Per noi non ha più senso il vocabolo “osceno”. Se avete letto, o leggerete, questo romanzo, non troverete alcunché di osceno. Ma definire in cosa consista l’oscenità, è compito arduo. Henry Miller (insieme all’adorata Anaïs Nin, un estimatore di Lawrence) ha tentanto di farlo, in un testo contenuto in una raccolta intitolata “Ricordati di ricordare”. Ma di questo scriverò più avanti, quando “l’osceno” sarà ben più visibile, parlando appunto di Miller. A quei tempi, “L’amante…” era un libro osceno. Punto.
Innumerevoli i tentativi di obliarlo. Lawrence in tutto questo perse anche una montagna di soldi, perché il libro circolava eccome, ma erano tutte copie pirata, di cui egli non percepiva percentuale alcuna. Ma certi fenomeni umani trionfano per definizione, per nascita. Era naturale che questo libro potesse un giorno nutrire senza dolo generazioni e generazioni, perché ciò è giusto. Perché questo è un libro che parla di noi tutti, noi tutte. L’autore trova qui ampio risarcimento.
D. H. Lawrence ha affrontato l’insidioso tema della doppia vita che conduciamo fluttuando fra mente e corpo. Già la sua Inghilterra viveva il primato dispotico della mente, della “ragione”. E uno dei protagonisti, addirittura paralitico, ma estremamente ricco, incarna alla perfezione l’individuo moderno, tutto rattrappito dentro la propria scatola cranica. Fino all’impossibilità di “stare” dentro la vita, di parteciparvi spontaneamente. Il corpo senza la mente è brutale; la mente senza il corpo è una fuga dalla nostra duplice natura di esseri umani. E’ questo, in sostanza, il messaggio di Lawrence. Attenti, ci dice, tentate di controllare ogni aspetto della realtà con i tentacoli della mente e ne finirete strozzati, in una vita arida, una vita piuttosto morta. Constance Chatterley (la nostra Lady) scopre tutto questo attraverso mesi e mesi, anni, di repressione e mortificazione, accanto a un marito impotente e devoto più al futuro dell’industria del carbone che a quello del proprio matrimonio.
La rigenerazione individuale inizia con la comunione, con l’integrità di ambedue corpo e mente, con la loro solidale essenza. Sarà grazie alla mancanza di grazia intellettuale, abbondantemente rimpiazzata da carnale passionalità, del guardiacaccia Mellors, che Constance vivrà orgasmi capaci di far breccia nelle mura psichiche che la ottenebravano. La forza del sangue, del pulsare delle membra, del calore esponenziale che raggiunge il nocciolo del sole, l’annientamento di sé che porta all’unione universale dei due (e guardate quanto era avanti Lawrence, che candidamente diceva, già 90 anni fa, che questo poteva avvenire anche fra omosessuali!) – questa danza ballata al ritmo corale di vita e morte – il sesso libera l’individuo di secoli di superfetazioni sociali. Ma solo quando l’individuo stesso, per primo, sarà disposto a sacrificare i vantaggi addotti dalla razionalizzazione estrema del presente. Razionalizzazione, ricordiamo, che porta alla paradossale perdita del presente, in una continua fuga in avanti in un futuro inintelligibile o all’indietro in un passato rassicurante.
Il romanzo è perfettamente bilanciato, su più livelli: il livello intimo di ogni personaggio, il livello delle relazioni, diverse fra loro in base ai vari protagonisti, il livello dei rapporti di classe, fra alta borghesia e “workers”. E’ armonioso.
La narrazione è pura, coinvolgente e intelligente, abilmente ricamata con grande maestria. Non vi annoierete, terrete il fiato sospeso quando il triangolo amoroso verrà a galla con tutta quanta la sua sconcertante crudeltà. Starete dalla parte del paralitico, assolvendo voi stessi dalle scelte di una mente che sempre tenta di conservare vantaggi a scapito di qualcun altro, e starete dalla parte del guardiacaccia che impara dal sesso la sorprendete dimensione psichica dell’amore. Proverete il medesimo blocco allo stomaco dell’innamorato privato dell’amata, la rabbia e la frustrazione per un corpo mutilato, la vergogna per un amore inconfessabile si frantumerà davanti ai vostri occhi e dentro il vostro cuore. Questo romanzo andrebbe insegnato nelle scuole, altro che quella merda di Manzoni.
Sentendosi in dovere di difendere la propria opera, quindi se stesso, Lawrence scrisse un saggio magnifico, sovente allegato a questo romanzo, nella parte finale. Leggetelo. E’ importante tanto quanto il teso principale. Non è affatto un’appendice. Lawrence ha infuso in queste pagine tutta quanta la sua sfavillante e sensibile umanità, offrendoci coraggio, rispetto e franchezza. Per chi vive una storia di coppia questo libro è terapeutico, la ricetta è chiara: laddove c’è profonda intesa sessuale, vive l’istinto di fedeltà.
Datevi da fare! Nel caso non poteste, ci sono ottime spiagge lungo il Po dove pensare ad altro…

Lady Chatterley’s Lover, D.H. Lawrence, 1928
@Goodreads

3 thoughts on “L’amante di Lady Chatterley

  1. Ecco, mi hai ricordato la merda di Manzoni e anche che potrei ricomprarmi il libro di racconti di Anaïs Nin, prestato anni fa ad un’amica che non me l’ha più tornato.
    Eppure Lady Chatterly proprio non mi riesce simpatica, il guardiacaccia forse.

  2. Ehi ciao, che sorpresa! =)
    Direi che Anaïs Nin deve tornare assolutamente nella tua libreria, con le buone o con le cattive! Per quanto riguarda il guardiacaccia è davvero uno zotico e siamo molto distanti anche dal modello “bel tenebroso”. Siamo d’accordo, non è affatto pop. Eppure è proprio così che la sua importanza viene sottolineata, esaltata: non v’è niente di intellettuale o particolarmente affascinante in lui (la ricordi la pelle bianchiccia e i capelli stinti, fra il castano e il rossastro? BLEAH!), tutto ciò che egli dà a Lady C. passa attraverso il corpo, diventa sensazione e sublima in emozione. E lei gode talmente tanto che fuck the world! ,)

  3. Mi sa che l’ho letto troppo tempo fa perché non ricordavo tutti questi particolari. Però non neanche voglia di rileggerlo… Grazie per il post. E’ stato interessante leggerlo.

Prego, dimmi come la pensi!

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